Nel turismo il mercato cambia continuamente, come il mare. Il vento gira, le onde arrivano, e spesso le decisioni vanno prese in fretta.
Chi gestisce un hotel lo sa bene: basta una settimana con meno prenotazioni del previsto, una tipologia di camera che rallenta o un cambiamento nel comportamento dei clienti per trovarsi davanti a una decisione da prendere subito.
In queste situazioni reagire è normale, e spesso anche necessario.
Il punto non è evitare le reazioni.
Il punto è capire se quello che stiamo facendo è un micro aggiustamento di rotta oppure se stiamo cambiando direzione perché ci siamo fatti trasportare dalle onde.
Una nave che attraversa il mare non mantiene mai una linea perfetta per giorni.
Il vento cambia. Le correnti si muovono. Il capitano regola le vele, modifica la velocità, fa piccoli aggiustamenti.
Sono movimenti naturali. Quello che non cambia mai è labussola. La rotta rimane quella.
Quando invece manca una rotta, ogni onda diventa un motivo per cambiare strada. E alla fine la nave si muove molto…ma sta andando alla deriva.
In fondo nel mare, come nella gestione di un hotel, vale una regola molto semplice:
Con il mare calmo sono tutti buoni marinai.
La strategia non serve quando tutto funziona. Non serve quando le prenotazioni arrivano da sole e le camere si vendono senza sforzo.
La strategia serve quando arrivano le onde.
Quando le prenotazioni rallentano.
Quando il mercato cambia.
Quando bisogna prendere decisioni in fretta.
È in quel momento che si capisce se stiamo facendo un micro aggiustamento di rotta… oppure se stiamo cambiando direzione senza accorgercene.
Quando la strategia esiste davvero
Il punto non è la singola decisione.
Il punto è se quella decisione fa parte di una logica che esisteva già prima del problema.
Un hotel che lavora in modo strategico non decide cosa fare nel momento in cui vede poche prenotazioni. Ha già stabilito prima come muoversi in alcune situazioni.
Per esempio può partire con una certa impostazione di prezzo per i periodi più forti dell’anno, osservare ogni settimana il pickup delle prenotazioni e confrontarlo con la propria booking window storica.
Se il mercato si muove velocemente può adeguare i prezzi al rialzo per non vendere troppo presto a tariffe basse.
Se invece le prenotazioni sono più lente del previsto continua a osservare l’andamento del mercato.
Ma se a una certa distanza dalla data – per esempio 30 giorni – le prenotazioni sono ancora sotto le aspettative, entrano in gioco i correttivi che erano stati definiti in anticipo: modificare le condizioni di soggiorno, intervenire sulla comunicazione, oppure rivedere alcune leve di vendita.
In questo caso la decisione non nasce dall’urgenza del momento.
Fa parte di una sequenza di mosse già prevista.
Ed è qui che sta la vera differenza. La strategia non è trovare una spiegazione dopo aver preso una decisione.
La strategia è sapere prima cosa farai se si presenterà quella situazione.
Il prezzo è una leva, non una bussola
Nel revenue management il prezzo è uno strumento potente. Il problema è che spesso diventa la risposta a qualsiasi problema.
Prenotazioni basse? Abbassiamo il prezzo.
Settimana lenta? Facciamo uno sconto.
Periodo incerto? Offerta last minute.
Così il prezzo diventa la bussola. Ma in realtà dovrebbe essere solo una delle vele della nave.
Una strategia solida funziona in modo diverso.
Prima si osserva il sistema: quali camere stanno rallentando, che tipo di clienti le prenotano, se il comportamento della domanda è cambiato oppure se si tratta semplicemente di un momento fisiologico del mercato.
Poi si decide quale leva usare: comunicazione, distribuzione, condizioni di soggiorno… e, se serve, anche il prezzo.
Nel turismo le decisioni devono essere spesso veloci.
Ma quando la strategia è chiara, anche una decisione presa in fretta può restare coerente con la rotta.
Tre domande per capire se stai seguendo la rotta o l’onda
Quando devi prendere una decisione veloce, può essere utile fermarsi un attimo e farsi tre domande.
1. Questa decisione rafforza il tipo di cliente che voglio attrarre?
Se la risposta è sì, probabilmente stai seguendo la tua strategia.
Se invece stai attirando un pubblico completamente diverso, forse stai solo reagendo al problema del momento.
2. Se il mercato cambiasse di nuovo domani rifarei questa scelta?
Le decisioni strategiche hanno una logica che regge nel tempo.
Quelle impulsive spesso funzionano solo nell’urgenza.
3. Sto facendo un micro aggiustamento di rotta o sto cambiando direzione?
Nel primo caso stai adattando la navigazione.
Nel secondo è possibile che sia l’onda del momento a decidere per te.
E se non fossimo sicuri della rotta?
Molti albergatori sono convinti di avere una strategia chiara.
Ma quando il mercato cambia e le decisioni devono essere prese velocemente non è sempre facile capire se stiamo davvero seguendo quella rotta… oppure se la stiamo cambiando senza accorgercene.
Il problema è che spesso guardiamo solo singoli segnali:
una settimana con meno prenotazioni, una tipologia di camera che rallenta, un periodo più lento del previsto.
Ma un hotel non è fatto di elementi isolati. È un sistema in cui prodotto, comunicazione, distribuzione e percezione del cliente lavorano insieme.
Quando si guarda solo un pezzo del sistema è facile pensare di fare un micro aggiustamento di rotta… mentre in realtà stiamo lentamente cambiando direzione.
Se ti è capitato almeno una volta di chiederti se la strategia che hai in mente è davvero coerente con quello che sta succedendo nel mercato, forse può essere utile fermarsi un attimo e guardare l’hotel nel suo insieme.
👉 Se vuoi approfondire questo tema abbiamo creato uno strumento che analizza proprio il“corpo” dell’hotelper capire se la rotta che stai seguendo è davvero quella giusta.



Comments are closed